TENDENCIA · ITALIA · ÚLTIMOS 7 DÍAS
Oggi Milano ha vissuto una giornata di manifestazioni pacifiche, senza atti vandalici registrati dopo le tensioni e gli episodi delle scorse settimane Una giornata che dimostra come sia possibile scendere in piazza, far sentire la propria voce e manifestare senza distruggere le strade, le vetrine e i beni dei cittadini. Oggi a vincere è stata Milano. Una vittoria per la città, per i cittadini e per chi crede che manifestare pacificamente sia un diritto da difendere. ❤️🇮🇹
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Oggi Milano ha vissuto una giornata di manifestazioni pacifiche, senza atti vandalici registrati dopo le tensioni e gli episodi delle scorse settimane Una giornata che dimostra come sia possibile scendere in piazza, far sentire la propria voce e manifestare senza distruggere le strade, le vetrine e i beni dei cittadini. Oggi a vincere è stata Milano. Una vittoria per la città, per i cittadini e per chi crede che manifestare pacificamente sia un diritto da difendere. ❤️🇮🇹 #Milano #24Ottobre #Manifestazione #Italia
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Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini
Questi delinquenti sono senza ideali e senza motivazioni. E c'è pure chi fa discorsi sociologici, a sinistra, per cercare di comprendere il disagio di maranza e violenti. Ma basta! La devono smettere con le giustificazioni! #milano #scontri #polizia #maranza #sardone
Oggi Milano ha vissuto una giornata di manifestazioni pacifiche, senza atti vandalici registrati dopo le tensioni e gli episodi delle scorse settimane Una giornata che dimostra come sia possibile scendere in piazza, far sentire la propria voce e manifestare senza distruggere le strade, le vetrine e i beni dei cittadini. Oggi a vincere è stata Milano. Una vittoria per la città, per i cittadini e per chi crede che manifestare pacificamente sia un diritto da difendere. ❤️🇮🇹 #Milano #24Ottobre #Manifestazione #Italia | Oggi 24 ottobre, Milano ha vinto. Questa volta ci sono state solo manifestazioni pacifiche.
"Le persone non possono andare al lavoro perché non c'è benzina nelle auto”. Ha esordito così durante il proprio intervento alla Camera dei deputati ottobre Marco Sarracino, Coesione sociale del Pd, che ha chiesto una informativa urgente a Giorgia Meloni, denunciando la situazione che da giorni colpisce il Sud Italia, tra scaffali dei supermercati vuoti, rifornimenti di benzina risicati e camionisti e autotrasportatori in protesta. "Ma che fine ha fatto la Giorgia Meloni che metteva gli stivali e andava a parlare con le persone in Emilia Romagna? Perché non viene a parlare con noi?". Il deputato dem ha denunciato il fatto che i vertici politici stiano "chiusi nel palazzo, al di fuori della realtà", mentre sotto Roma la situazione sarebbe tragica. Secondo Sarracino, il governo metterebbe da parte le necessità specifiche del Mezzogiorno perché "il Sud non vi vota”. “Siete il governo più antimeridionalista della storia repubblicana". Il deputato ha poi definito "inutile" il nuovo decreto Sicurezza approvato dal Cdm per rispondere ai disordini in tutta Italia, ma "le manifestazione al Sud sono pacifiche, non è volata una mosca e questa cosa vi fa impazzire perché non potete strumentalizzarla". A fargli eco anche Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera: "Siamo molto preoccupati dalla approssimazione e superficialità del ministro Salvini nel gestire la vertenza autotrasporto. I blocchi continuano, le risposte non sono state ritenute esaustive e anzi hanno inasprito i rapporti con i manifestanti". Anche secondo il deputato Francesco Borrelli di Alleanza verdi-Sinistra il Sud starebbe "bruciando sotto il peso di aumenti vergognosi e incontrollati del costo della vita e dei carburanti, ma dal governo arrivano soltanto silenzio, arroganza e risposte deboli", ha sottolineato in Aula.
Oggi 23 ottobre, a Milano sono tantissimi i negozi dove sono stati installati dei pannelli di compensato sulle vetrine per proteggerle. Cresce l’attenzione per la giornata di domani 24 ottobre dove già da oggi le attività si stanno preparando per un momento particolarmente delicato. Le immagini delle vetrine blindate fanno capire quanto i commercianti temano possibili disordini e danni alle proprie attività come quanto accaduto il 17 e 18 ottobre della scorsa settimana. Ci saranno nuove proteste? Si ripeteranno le scene già viste nei giorni scorsi oppure la situazione sarà diversa? Al momento non è possibile saperlo con certezza. Una cosa, però, è evidente: l’atmosfera in città è carica di tensione e Milano si sta preparando a una giornata sotto osservazione. #Milano #23Ottobre #Proteste #Cronaca | Come si presentano i negozi a Milano in vista di quello che potrebbe succedere domani 24 ottobre:
Sono le voci di agricoltori e autotrasportatori che urlano la loro rabbia, la loro disperazione. La più forte è anche la più dolce: quella della bambina di Rende, il cui messaggio è diventato virale e richiama alla propria responsabilità la politica e le istituzioni. È un insieme di voci che riporta all’attenzione dell’opinione pubblica la condizione di coloro che lottano e protestano nei presidi del Mezzogiorno d’Italia, in particolare in Calabria, dove la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori è iniziata e dove, lentamente, si è alimentata. Tutto questo assume ancora più significato alla luce di quello che è avvenuto ieri: sostanzialmente, nulla di fatto. L’incontro tra i rappresentanti delle categorie dell’autotrasporto e il ministro Salvini non ha prodotto risultati, almeno per la stragrande maggioranza dei coordinamenti della protesta nelle regioni del Sud, che hanno annunciato la prosecuzione dei blocchi che, in questi giorni, hanno praticamente svuotato i banchi dell’ortofrutta e i banchi frigo dei supermercati. Gli unici a mostrare segnali di apertura nei confronti del governo sono stati i siciliani, che hanno annunciato una tregua. Sarà però complicato riprendere la regolarità dei trasporti se le altre regioni del Mezzogiorno d’Italia continueranno con i blocchi. #pietrocomito #pietrocomitogiornalista
“Stavo andando al lavoro”, racconta Diego Sanna, 22 anni, tornato dal Pronto soccorso con un trauma cranico, una prognosi di alcuni giorni e una ferita da controllare. Il giovane è rimasto ferito durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine avvenuti sabato 24 ottobre a Bologna, nel corso del corteo partito da una protesta pacifica in piazza Nettuno e degenerato quando i manifestanti si sono diretti verso la stazione. “Avevo un’ora di tempo prima di andare a lavorare, faccio il cameriere in via Stalingrado – racconta – così sono andato alla manifestazione, usando un po’ del mio tempo libero. Quando stavo partendo a piedi, perché gli autobus e le strade erano bloccati, mi sono trovato in via Riva di Reno, la polizia ha caricato e mi sono messo nell’aiuola con le mani alzate, senza fare niente”. È in quel momento che, secondo la sua testimonianza, viene raggiunto da una manganellata. “Un primo poliziotto mi ha solo sfiorato al fianco – prosegue Sanna – poi ne ho visto un altro che mi guardava cattivo che invece mi ha colpito in testa, così a sfregio”. Il 22enne non è andato subito al Pronto soccorso perché aveva sentito dire che ci fosse la polizia anche lì, ma dopo alcune ore si è fatto visitare, convinto dai familiari. Sanna precisa di non aver lanciato sassi o altri oggetti e di aver partecipato alla protesta “in modo pacifico, come molti dei ragazzi che ho incontrato”. (di Marco Bettazzi) Video dedenziale
Preside, come ci si sente quando accade una cosa del genere? «Ci si sente devastati». Il bambino di 11 anni in passamontagna - il più giovane tra i manifestanti identificati dopo gli scontri dello scorso fine settimana di Milano - immortalato in foto e video diventati virali mentre scappa con roba rubata dai negozi o cerca di sfondare i vetri di un supermercato, va regolarmente a scuola. Frequenta la seconda media in uno degli istituti comprensivi del quartiere Barona. Una scuola con 1.400 studenti, un’utenza variegata e progetti all’avanguardia, come lo «Stem in English» alle medie. Come avete saputo che era coinvolto negli scontri? «Già domenica hanno cominciato a girare i video. I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili. È uno dei momenti più brutti che ho vissuto nella mia carriera». Lunedì a scuola che clima c'era? «Alcuni nostri docenti piangevano, c’è stato uno scoramento generale, per il senso di impotenza della scuola, di fronte a dinamiche estranee. Impotenza, fallimento, nonostante il nostro grande investimento su di lui, non solo in termini di progetti educativi. Per noi è stato anche un investimento emotivo». Quando è arrivato a scuola da voi? «Quattro anni fa, dal Marocco, ma non è chiaro se in Marocco frequentasse regolarmente la scuola. Accanto ai corsi di alfabetizzazione, dalla prima media è stato avviato per lui un progetto educativo personalizzato». 👉 L'intervista di Giovanna Maria Fagnani prosegue sul sito del Corriere
Se tuo figlio fa paura agli altri, non significa che hai cresciuto un figlio forte. Eppure quante volte davanti a una prepotenza sentiamo dire: “Ha carattere”, “Si sa far rispettare”, “Almeno non si fa mettere i piedi in testa”? Poi ci stupiamo se un ragazzino comincia a confondere il rispetto con la paura che riesce a provocare. Da queste immagini non possiamo stabilire la sua età, se abbia partecipato agli scontri o dove siano i suoi genitori. Uno sguardo non basta a trasformarlo in un colpevole. Ma quel comportamento dovrebbe suscitare domande negli adulti che si occupano di lui, non applausi da chi lo considera già un piccolo eroe. Chi frequenta? Che cosa trova in quel gruppo? Perché sente il bisogno di mostrarsi minaccioso? E quali limiti incontra quando lo fa? Dire “sono ragazzi” non risponde a nessuna di queste domande. Essere genitori significa anche intervenire prima che accada qualcosa di irreparabile. Accettare una discussione, un “ti odio”, una porta sbattuta, senza rinunciare per questo a proteggere tuo figlio. Se lo riconoscessi in quelle immagini, ti preoccuperesti di ciò che sta imparando oppure cercheresti subito una spiegazione per convincerti che non sia niente di grave? #ResponsabilitàGenitoriale #GenitoriEFigli #EducazioneAlRispetto #Minori #confinieducativi
Condanno la violenza: la violenza che ho letto nell’elenco di armi che il nostro governo sta comprando. Quelle armi non sfasciano vetrine, buttano direttamente giù il palazzo e dentro ci saranno vite che saranno nella conta dei danni collaterali. Condanno la violenza: la violenza di un governo che dopo ogni manifestazione vara pacchetti sicurezza “tolleranza zero”. Un governo che parla di difesa e sicurezza, ma poi basta un gruppo che annuncia una mobilitazione il giorno prima, con luogo e ora, e non riesce a difendere neanche il duomo di Milano. Condanno la violenza di chi usa la parola giovani come una massa uniforme di sfaticati che non conosce i sacrifici. E lo dicono molti che fanno parte di una generazione, come quella prima della mia, che andava in pensione anche a 40 anni. Oggi a 40 anni è tanto se hai un contratto. Ma davvero pensate di creare un mondo che va in guerra e trovare la gente che vi fa gli applausi? La nostra presidente Meloni ha chiesto di prendere le distanze. Sempre le solite frasi. Il problema è che la politica, a forza di prendere le distanze, quei mondi non li conosce più. Perché lì dentro c’è rabbia che la politica ha abbandonato a sé stessa per paura di questi giudizi dei guerrafondai da salotto che si indignano per una vetrina, ma non per una bambina crivellata di colpi. Sì, prendiamo le distanze. Innanzitutto da voi e dalla vostra violenza quotidiana.
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